Allattamento Co-parentale: come funziona

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L’allattamento è una delle prime fasi della crescita del bambino alla quale si trovano di fronte i neogenitori: si tratta di una necessità immediata, alla quale è necessario far fronte già a poche ore dal parto, il che non lascia tempo alla mamma e al papà di riposarsi – e non gliene lascerà nemmeno più avanti. Soprattutto durante i primi mesi di vita del bambino, una neomamma si ritrova a poppare numerose volte al giorno, in maniera quasi continua, il che lascia pochissimo tempo, spazio ed energie per dedicarsi ad altro. In questo articolo, andremo a considerare il ruolo del papà nell’allattamento, al seno e non, e i motivi per i quali la sua figura può fare la differenza per la salute di mamma e bambino.

Come il papà può contribuire all’allattamento

Nei casi in cui la mamma sia in grado di allattare al seno, è facile relegare ideologicamente questa attività a lei soltanto: non va dimenticato che il papà può aiutare enormemente nel processo. Innanzitutto, il suo ruolo di assistenza, pratica ma soprattutto emotiva ed affettiva, verso la compagna, può davvero fare la differenza: una donna che si sente protetta, aiutata, rassicurata e compresa dal proprio partner è una donna che sarà in grado di affrontare l’allattamento con più energia, ottimismo e pacatezza.

Gli aiuti che il papà può offrire alla mamma sono molteplici, e vanno da quelli pratici (prendersi carico di più mansioni e lavori che di solito vengono eseguiti dalla compagna, cambiare e curare il piccolo, cullarlo e addormentarlo così da dare respiro alla neomamma, tra gli altri) a quelli emotivi (essere presente durante le poppate, coccolare la propria partner, rassicurarla a parole e condividere con lei pensieri ed emozioni).

Assistenza, non sostituzione (quando possibile)

Un dibattito sempre un po’ acceso è quello che riguarda la sostituzione della mamma durante l’allattamento, ovvero il papà che allatta il bambino tramite biberon. Sebbene si tratti di un’esperienza potenzialmente molto positiva per il legame fra padre e figlio, quando possibile è meglio prediligere il latte materno, per i motivi che indicheremo brevemente nel paragrafo successivo. Ci sono molti altri modi per nutrire tale legame, tra cui quello, come abbiamo detto prima, di essere presenti durante le poppate e dare al bambino contatto fisico in altre occasioni, come durante la messa a nanna e altri momenti di coccole.

Perché preferire il latte materno

Se ciò non comporta un problema per la mamma, l’allattamento al seno è da preferire. Ciò è dovuto alla componente organicamente superiore che costituisce il latte materno: oltre a favorire lo sviluppo del bambino, protegge di più da possibili malanni e infezioni, e alcune ricerche ne hanno dimostrato le proprietà preventive nei confronti di alcune malattie dello sviluppo e non solo. Inoltre, allattare al seno è importante per la salute della neomamma, per far sì che si evitino mastiti e altri problemi dovuti al ristagno del latte nella mammella.

Benefici del coinvolgimento – per la mamma, il papà e il bambino

Sono molteplici le potenzialità dell’allattamento coparentale, quando fatto nel modo giusto. Innanzitutto, il piccolo svilupperà un legame emotivo forte e sicuro con entrambi i genitori, generando in lui fiducia e riconoscimento nei confronti di mamma e papà, presenti in egual maniera nella sua cura. Il papà si sentirà decisamente più coinvolto, più utile se vogliamo, e sarà in grado di essere più vicino alla propria compagna, a livello sia pratico che emotivo. Infine, la mamma si sentirà non solo sollevata da un po’ del peso della crescita del piccolo, ma anche più capita, aiutata, e rassicurata riguardo la presenza di un partner amabile, così come riguardo le sue doti di brava mamma.

Quando la mamma non può allattare, il papà può comunque farne le veci: riposi per l’allattamento

Nel caso non sia comunque possibile per la mamma, anche solo a volte, per ragioni fisiologiche o pratiche, allattare al seno, è possibile per il papà prendersi la responsabilità – e il tempo necessario di pausa dal proprio lavoro.

Riposi per l’allattamento anche per i papà: cosa dice la legge italiana

Nonostante la legge si applichi soltanto in alcuni casi particolari, si tratta di un’opportunità in grado di aiutare molte famiglie in cui la mamma non è in grado di allattare con frequenza. In casi di assenza fisica della madre, o in casi in cui la madre non sia lavoratrice dipendente / non si avvalga dei riposi per l’allattamento a lei concessi, una o due ore di pausa retribuita a tale scopo possono essere concessi al neopapà; ulteriori informazioni possono essere trovate online.

Conclusioni: il seno è della mamma, ma l’amore e l’attenzione vengono da entrambi

Siamo consapevoli che l’allattamento regolare al seno non sia un’opzione per tutte le famiglie, e perciò abbiamo deciso di dedicare gli ultimi paragrafi a coloro che non ne hanno accesso. Per chi ha questa possibilità, però, è importante conoscere i benefici dell’allattamento coparentale e le modalità con le quali il papà può contribuire all’esperienza. Si tratta di piccoli accorgimenti che possono davvero fare la differenza per il benessere di tutte le parti coinvolte.

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