Aborto Interno: Uovo Chiaro, Camera Gestazionale Vuota

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Pregnant woman getting ultrasound from doctor

Per tutte le donne che sesiderano un bambino, dal  momento in cui viene fatto il test di gravidanza e risulta positivo, la felicità è tale che già si immaginano il loro “fagottino” tra le raccia da accudire, coccolare ed amare.

Ovvio che è sempre bene mantenere un atteggiamento positivo in merito alla gravidanza però è comunque importante mettere in conto che nelle prime settimane sono molto diffusi gli aborti o anomalie che non consentono l’andamento della gestazione, sono situazioni naturali che non devono scoraggiare ma che vanno considerate.

Una causa comune di aborto è quello che viene chiamato “uovo chiaro” o “cieco” o ancora “gravidanza anembrionica” ovvero al momento dell’ecografia si scopre che si è creata la camera gestazionale ma al suo interno non c’è embrione.

Da evidenziare che quando alla prima ecografia capita questa situazione non è certo che l’embrione non ci sarà mai, è possibile infatti soprattutto se l’ecografia viene fatta prima della settima settimana di gestazione che la donna abbia ovulato più tardi rispetto ai tempi conteggiati dalla data dell’ultima mestruazione e per questo motivo l’embrione non sia ancora visibile.

In questi casi infatti senza scoraggiarsi è necessario attendere un’altra settimana e ripetere una nuova gravidanza e tutto potrebbe cambiare in positivo!
Nel caso in cui l’embrione ed il battito cardiaco verranno visualizzati la gravidanza è in atto e proseguirà, se invece la camera gestazionale rimarrà vuota allora ci sarà la diagnosi di “uovo chiaro”. In questo caso non essendo presente embrione la gravidanza si interromperà.

Perchè accade?
La camera gestazionale può essere definito il “nido” he accoglierà il feto nei 9 mesi di gestazione, quando si verifica una situazione di gravidanza anembrionica, significa che il concepimento effettivamente c’è stato ma poi l’embrione per motivi solitamente cromosomici blocca la sua crescita, il corpo riconosce che ci sono problemi e automaticamente attua una difesa di protezione dell’organismo.

L’uovo chiaro può definirsi un “aborto interno” e si verifica tra il 10% e il 15% delle gravidanze.

Questa condizione fa mantenere tutti i sintomi della gravidanza (nausea,seno turgido,stanchezza etc..) e anche le beta hcg continuano nei primi giorni a salire come se fosse in corso una gravidanza regolare, il riscontro più immediato è l’ecografia.

Come viene interrotta la gravidanza in caso di “uovo chiaro”?
Generalmente, essendo appunto una situazione iniziale e poco invasiva si tende ad evitare il raschiamento in un primo momento, si può decidere di aspettare del tempo per vedere se il corpo espelle da solo i componenti della gravidanza interrotta e in quel caso verrà un’abbondante mestruazione o in ambito ambulatoriale puà essere somministrata una pillola abortiva e rimandate a casa.
Dalla somministrazione a poche ore o 2/3 giorni la donna dovrebbe iniziare ad accusare sintomi di mal di pancia e mini-contrazioni ed iniziare ad avere un flusso abbondante di sangue come un ciclo mestruale pià corposo.

Dopo una settimana si effettua una nuova ecografia per vedere se la camere gestazionale è stata completamente espulsa, in caso affermativo se non ci sono troppi residui non sarà necessario il raschiamento e si proseguirà una vita normale, con tutte le caratteristiche anche per poter rimanere nuovamente incinta senza dover attendere altri cicli; nel caso in cui invece il componente gravidico non fosse espulso del tutto il medico valuterà se somministrare un’altra pillola abortiva per ripulire definitivamente tutto o se procedere con il raschiamento.

Anche se è comprensibile che vivere un aborto è un evento estremamente drammatico e triste per una donna, non dobbiamo scoraggiarsi, poichè nelle prime settimane sono molto frequenti gli aborti, se si pensa a quanto sia perfetto il meccanismo di concepimento e di crescita e nascita di un feto attraverso il corpo materno, si può pensare che talvolta questo meccanismo per quanto sia complesso possa andare incontro a dei difetti di “funzionmento” ed è positivo che generalmente questo avvenga nelle prime fasi inziali della gravidanza, periodo nel quale il feto ancora non ha assunto sembianze fisiche di un neonato e nelle quali la donna si può velovemente riprendersi per poter cercare una nuova gravidanza che nel 90% dei casi la prossima volta sarà ottima e senza compplicazioni.

Se ciò accadesse in uno stadio più avanzato il trauma sarebbe maggiore ed anche la ripresa sia psicologica che fisica della donna. Fortunatamente però la natura interrompe la gravidanza entro le prime 12 settimane di gravidanza se ci sono anomalie e dopo i 3 mesi i casi di aborto sono molto più rari ed impensabili, almeno che ovviamente non sussistano altre problematiche di cui parliamo in altri articolo di benesseremamma.

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