Interruzione volontaria gravidanza: come funziona e fino a quando si può fare

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portrait of sad woman

La scelta di avere un figlio molto spesso viene presa alla leggera e valutata con superficialità da parte dei futuri genitori. In altri casi pur utilizzando i dovuti metodi contraccettivi può avvenire il concepimento, dato che i vari mezzi quali ad esempio profilattico e pillola, non hanno un efficacia del cento per cento pur avvicinandovisi molto. Perciò il rischio di gravidanze indesiderate è dietro l’angolo.

Mentre in passato era una questione tabù, al giorno d’oggi esistono metodi che permettono l’interruzione della gravidanza in seguito a ripensamenti o a problemi di natura fisica per la madre. In Italia per legge è possibile effettuare un’ interruzione volontaria di gravidanza entro i primi novanta giorni di gestazione, ossia circa tre mesi dopo l’ultima mestruazione.

In caso però di problemi per la salute della donna, morte del feto e rischi eccessivi l’ aborto può avvenire anche oltre questo tempo limite, purché accompagnato da referti medici specifici e dettagliati; esso viene definito aborto terapeutico.

Le modalità di aborto sono diverse e variano in base al tempo di avanzamento della gravidanza:

fino a tre/cinque giorni dal concepimento. Pillola del giorno dopo: è un farmaco che stimola la produzione di particolari ormoni che impediscono all’ ovulo fecondato di annidarsi evitando così la gravidanza. La sua efficacia va dal novantacinque per cento se assunta entro le ventiquattro ore successive al rapporto e diminuisce sempre più al passare delle ore.

primi due mesi di gravidanza. I metodi sono due: aborto chirurgico e aborto farmacologico. L’ aborto chirurgico avviene per mezzo di un intervento da parte di un medico chirurgo, con pratiche leggermente diverse a seconda della situazione e avanzamento della gravidanza; risulta un minimo invasivo, ma le evolute tecniche adottate consentono di rimanere in tutta sicurezza per la propria salute.

Si suddividono in:

isterosuzione: eseguito entro le prime otto settimane di gravidanza, viene inserita una cannula nell’utero che aspira embrione ed endometrio.

dilatazione e revisione della cavità uterina: solitamente si effettua tra l’ ottava e la dodicesima settimana di gravidanza. L’esecuzione è simile a quella dell’isterosuzione ma viene eseguita per rimuovere un feto un po’ più cresciuto quindi è necessaria la dilatazione della cervice.

svuotamento strumentale: avviene in anestesia locale ed è di breve durata, circa cinque minuti.

Vi è anche un altro metodo che consiste nella dilatazione e svuotamento dell’ utero ma è eseguito solo dopo la dodicesima settimana di gravidanza in caso di malformazioni del feto o rischi per la salute della mamma; quest’ ultimo è senza dubbio il più invasivo.

L’ aborto farmacologico può invece essere eseguito entro i primi due mesi di gravidanza e consiste nell’ utilizzo di una pillola abortiva , la “RU486” e l’ assunzione inoltre di misoprostolo o gemeprost, sostanze contenute in alcuni farmaci.

Il trattamento farmacologico viene messo in atto quando l’ ovulo fecondato è ormai annidato nell’ utero e serve quindi agire con specifici ormoni per far avvenire l’ aborto, che si manifesta con sanguinamento simile ad una mestruazione e dura circa una settimana.

La scelta di interrompere una gravidanza non è mai semplice e bisogna ricordare che la madre ha pieno diritto di prendere la sua decisione in libertà e senza pressioni da parte di nessuno. Una volta presa questa decisione ci si può recare inizialmente ad un consultorio, dove si potrà parlare con esperti del settore in massima confidenza e tranquillità.

Successivamente si procede a parlare con il proprio medico che provvederà a reindirizzarvi verso un ospedale adatto, in seguito a diversi colloqui e valutazioni il chirurgo opterà per la strategia di aborto e intervento che ritiene più adatti, sempre avendo un quadro clinico ampio e dettagliato del vostro stato di salute.

Dunque non deve spaventare il dover prendere una decisione di questo tipo ma sicuramente vanno considerati tutti i pro e contro alla rinuncia di diventare genitore. I metodi adottati al giorno d’oggi sono del tutto sicuri e quindi il maggior impatto subito dalla madre sarà sul piano emotivo, in cui sarà importante mantenere la serenità e positività. 

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