Musica in gravidanza: bambino e mamma

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Sfideremmo volentieri anche il più cinico e scettico degli opinionisti a mettere in discussione il potere della musica e gli effetti psicologici che l’ascolto di un brano musicale, di qualsivoglia genere, produce nelle nostre menti e sul nostro corpo.

 

 

Le vibrazioni, ritmiche e melodiche, attraversano il nostro orecchio e si trasmutano all’interno del nostro cervello in una vasta gamma di stimoli e impulsi sensoriali, talvolta così forti e profondi da rivoluzionarci totalmente.

 

Spesso la musica fa da innesco al risveglio del sistema motorio, stimola la memoria e ci riporta indietro nel tempo e qualche volta, all’opposto, ci regala dolci sogni ad occhi aperti. Essa plasma senza freni il nostro stato d’animo e le nostre emozioni, facendoci sentire vivi come poco altro al mondo riesce a fare.

 

E proprio di legame tra musica e vita vi vogliamo parlare in questo articolo.

Sono ormai confermati e dimostrati, infatti, gli effetti benefici provocati dall’ascolto della musica soprattutto durante il periodo della gravidanza, sia sulla futura madre che, di riflesso, sul nascituro. La musica è capace di creare un ponte sensoriale, permettendo alla mamma di instaurare un legame spirituale più profondo con il proprio piccolo, già fin da prima che abbia luogo la formazione di qualsiasi organo e a sistema nervoso ancora da completare all’interno del feto.

 

Ma quali sono, nello specifico, i benefici procurati al nascituro con un trattamento musicale? E quali il genere e gli artisti consigliati? Esistono delle linee guida cui attenersi per quanto riguarda gli orari e le modalità dell’ascolto?

 

Vediamo insieme quello che ci è dato sapere.

Le sensazioni evocative generate dalla musica vengono trasferite dalla futura mamma al feto attraverso un canale di comunicazione intimo e privilegiato, dal momento che l’embrione è capace di assimilare la musica (e gli effetti piacevoli che provoca) direttamente dal profondo del pancione già dalle primissime settimane di esistenza. Da non sottovalutare, inoltre, il potere ancestrale e rievocativo proprio dei suoni: uno o più brani, riproposti successivamente al neonato, potranno innescare in lui ricordi e sensazioni piacevoli, mettendolo in condizione inconscia di riconoscerli come reconditi impulsi primordiali, favorendo il suo rilassamento.

 

Per cominciare coi consigli, una sola regola risulta imprescindibile e da tenere sempre a mente se vogliamo intraprendere una musicoterapia in fase gestazionale: la mamma deve sentirsi costantemente rilassata e a proprio agio, durante la sessione di ascolto. Non deve assumere posizioni scomode o sentirsi obbligata ad approcciare a Mozart o a Schubert solo perché le hanno detto che dovrebbe farlo.

 

Il benessere emotivo della mamma è il primo stimolo benefico recepito e metabolizzato dal feto, perciò forzarsi a far le cose malvolentieri potrebbe risultare soltanto controproducente.

 

Quindi, care mamme, ricercate l’agio più totale e il vostro piccolo si rilasserà con voi. Fate sempre in modo di mettervi comode per ottenere il più completo relax, possibilmente lontano da fonti esterne di stress e di disturbo per la vostra quiete.

 

A parte questa generica ma importante direttiva, ne esistono in aggiunta di più specifiche che possiamo seguire, delineate da sempre più frequenti studi e test attendibili effettuati da medici e ricercatori del settore.

 

È consigliato ascoltare musica in posizione supina oppure su una comoda poltrona con un buon sostegno per la schiena. Meglio farlo, inoltre, durante le prime ore pomeridiane o serali, ovvero in quei primi momenti della giornata in cui la mamma comincia a sentire forte il bisogno di pace e tranquillità. 

 

 

In aggiunta, si suggerisce di concedersi al piacere della musica attraverso le cuffie per favorire una maggiore immersione e coinvolgimento sensoriale, anche se non è di certo vietato l’ascolto stereofonico (in entrambi i casi, ci raccomandiamo, stabilizzarsi sempre e comunque su volumi adeguati! Evitiamo le sovra stimolazioni!).

 

E per quanto riguarda il genere musicale? Beh, ovviamente la musica classica è la più indicata.

 

A dirlo, tra gli altri, è uno studio pubblicato sulla rivista “Deutsches ärzteblatt international” (n.d.a. link: https://www.aerzteblatt.de/int/archive/article?id=179298&src=search) e condotto dai ricercatori tedeschi della Ruhr Universität di Bochum. La musica classica (al pari della musica ambientale) aiuta a ridurre la pressione sanguigna e la frequenza dei battiti cardiaci, essa rappresenta senz’altro il miglior sostegno per uno stato generale di rilassamento, quando parliamo di input sonori.

 

Il sito Enarmonia (n.d.a. link: https://www.enarmonia.it/grembomusicale/cosa-ascoltare-durante-i-9-mesi/) viene in nostro aiuto fornendoci alcune indicazioni su come preparare una playlist adeguata a seconda del periodo della gravidanza:

 

– Dal 1° al 3° mese di gravidanza
Nelle fasi iniziali della gestazione, viene consigliato l’ascolto di musica di genere barocco, quello che più si avvicina al ritmo dei battiti del cuore del feto. Si collocano in questa categoria, ad esempio, i maestri Vivaldi, Mozart e Schubert.

 

– Dal 4° al 6° mese di gravidanza
In questo periodo è opportuno ascoltare melodie più dolci e rilassanti, capaci di cullare il feto e in grado di infondergli serenità. Scelte adatte potrebbero rivelarsi Chopin o Satie.

 

– Dal 7° al 9° mese di gravidanza
Negli ultimi periodi della gestazione il bambino comincia sempre più a dare segnali della sua vitalità e il ritmo diventa via via più importante. Da alternare, quindi, musiche rilassanti a musiche più vivaci. Potrete passare da Bach alle composizioni di Čajkovskij, in aggiunta ai Valzer di Chopin.

In ogni caso, care future mamme, ciò che comunque è più importante per voi e per il vostro bambino è la pace dei vostri sensi. Ascoltate pure ciò che più vi piace e vi rilassa, concedetevi a tutte le canzoni alle quali siete più affezionate e che desiderate condividere con lui.

 

Stabilite un legame indissolubile attraverso l’armonia, il ritmo e le melodie, ogni volta che ne sentite il bisogno e per tutto il tempo che volete.

 

Per citare un illustre Johann Sebastian Bach: “La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori”.

 

Offrite loro le note più dolci e per voi più significative, è garantito che il loro cuoricino sarà ben lieto di accoglierle!

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