Come ho scoperto il sesso del mio bambino

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Scoprire il sesso del proprio bambino rappresenta, per la maggior parte dei genitori, una esperienza pregna di una sorpresa che solo l’mminente arrivo di una piccola anima è in grado di provocare.

Si tratta di una costante altalena di emozioni, un continuo ripetersi ed alternarsi di emozione e legittimo timore. Questo perchè l’arrivo di un figlio porta con sè un considerevole carico di responsabilità che non può non richiedere un altrettanto elevato tasso di maturità da parte di entrambi i genitori.

Infinita è la serie di fatti raccontabili e menzionabili, tutti aventi ad oggetto donne, genitori, che mediante le esperienze più disparate e differenti, talvolta per puro caso, hanno scoperto se la dolce attesa prevedeva l’arrivo di un bel maschietto o di una dolce femminuccia.

In questo caso citeremo la meravigliosa esperienza di Emanuela, donna livornese che ha voluto trasformare una notizia simile in parole da far leggere a chi, ripetiamo legittimamente, nutre forti timori ed incertezze riguardo una gravidanza che per sua natura è sempre ricca di incognite.

Ebbene, la parola inizio al tutto è stata data dalla classica e routinaria visita di controllo dal proprio ginecologo di fiducia. Per Emanuela, 23 anni, si tratta della sua prima volta da aspirante mamma, con tutto il bagaglio concernente le indecisioni e le perplessità che la mancanza di esperienza a riguardo potrebbe trascinare.

A questo punto, lei dichiara che, entrando all’interno dello studio del suo ginecologo di fiducia, vede quest’ultimo strano, ed immediatamente un brivido di paura pervade il suo corpo e la sua giovane mente.

Tuttavia, il ginecologo, suo amico da diversi anni, le confida intimamente che nei giorni scorsi è sopraggiunto un problema che riguarda la sua vita familiare, un problema che gli causa un senso di inquietudine palesemente rivelato da uno sguardo cupo e relativamente preoccupato.

Procedendo con la visita vera e propria, il ginecologo, allo sguardo preoccupato, sostituisce una espressione colma di sorpresa e di meraviglia, quasi come si trattasse della prima ecografia svolta in tutta la sua ventennale carriera. “Complimenti Emanuela, si tratta di un vigoroso e bellissimo maschietto”.

La donna, prima ancora di quella che era una semplice ecografia di controllo, aveva promesso a sè stessa di non voler conoscere il sesso del bambino fino al momento della sua nascita. Nonostante questo, dimenticava di mettere al corrente di ciò il medico il quale, completamente all’oscuro ed ignaro di questo, ha provveduto a comunicare il sesso del bambino.

La reazione di Emanuela alla frase che le ha cambiato la vita è stata di estrema ed incontrollata felicità. Adesso capiva che aspettare la nascita non sarebbe servito a nulla e che codesta scelta non avrebbe fatto altro che aumentare inutilmente il tasso di ansia in tutto l’arco della gravidanza.

Le sorprese non sono ancora finite qui però. Procedendo ulteriormente con l’ecografia, il ginecologo si accorge quasi immediatamente del madornale errore di visione che ha appena commesso. L’espressione cupa del su volto torna quindi più vegeta che mai, stavolta per una motivazione completamente differente.

Il sesso del bambino non è quello maschile, ma è una bella femminuccia. Come dirlo a questo punto alla mamma? In un mix tra vergogna e disagio, per forza di cose egli rettifica la sua visione, dicendo al Emanuela : “scusami l’imperdonabile abbaglio, in tutta la mia carriera una cosa del genere non mi è mai capitata. Credo si aver sbagliato, la mia visione era errata. E’ una bella femminuccia. Perdonami, non so con quali altre parole manifestarti tutto il mio rammarico”. Ad una iniziale manifestazione di disappunto, la donna realizza di aver appena ricevuto esattamente la notizia che intendeva ricevere.

Nonostante nella parte iniziale della sua gravidanza ella intendeva non conoscere il sesso, nella parte più intima della sua anima sperava con tutte le sue forze di avere una femminuccia. Aveva pensato persino ad un nome, Diletta. Adesso Diletta, ancor più di un sogno momentaneamente irrealizzato, era improvvisamente ed in maniera del tutto insperata diventato realtà. Immaginava già tutte le cose da fare insieme ad una bambina che aveva tanto sperato di avere. Pensava a tutte le esperienze da fare insieme, a come avrebbe amato una figlia che avrebbe cresciuto in modo premuroso ed infinitamente amorevole.

Pensava inoltre a come un errore, seppur colpevole, non l’aveva affatto sconvolta, ma pervasa da un ottimismo forse ancora maggiore, in una celestiale dimostrazione di come la vita riesca ad essere talvolta stracolma di provvidenziali sorprese.

L’idea di avere un maschio, dopo una iniziale conferma, era scemata, ma non smetteva di balenare nella sua mente. L’idea di non lasciare sola Diletta era più di un pensiero, un pensiero che spera di tramutare molto presto in un dato di fatto. Per ora doveva godersi Diletta, ma molto presto sperava di donarle un fratellino.

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