Taglio cesareo: cosa c’è da sapere e quando si fa

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Che cos’è il parto cesareo
Il taglio cesareo è una modalità di parto che prevede la messa in opera di un intervento chirurgico per consentire la nascita del bambino. La procedura risulta essere molto diversa rispetto a quanto accade con un parto naturale e la madre deve essere sottoposta a un’anestesia locale. Il taglio cesareo può essere d’urgenza oppure programmato.

 

Nel primo caso si interviene quando si verificano complicazioni durante il parto naturale che possono mettere in pericolo la salute del bambino o per la madre.

 

Si tratta di una modalità che viene adottata poco frequentemente in quanto sono molto più diffusi e comuni i cesarei programmati. Infatti le gravidanze vengono seguite da medici specializzati e quindi è possibile accertare la presenza di condizioni della donna o del bambino che necessitano di questo intervento.

 

Al tempo stesso in diverse occasioni negli ospedali si tende a optare per il taglio cesareo anche quando l’intervento chirurgico non è assolutamente necessario.

Quando è necessario un taglio cesareo
In Italia il parto cesareo è molto diffuso e hanno rappresentato il 36,3% dei casi nel 2013. Si tratta di dati che confermano come molto spesso si opta per questa modalità anche quando non è necessaria dal punto di vista medico. Infatti l’Organizzazione mondiale della sanità le circostanze nelle quali si dovrebbe effettuare un taglio cesareo si aggirano sul 15% del totale.

 

Le Linee Guida dell’Istituto Superiore di Sanità comprendono un elenco delle situazioni nelle quali si raccomanda il cesareo per proteggere la salute della madre e del nascituro:

– situazioni di emergenza, come la preeclampsia oppure il prolasso del cordone ombelicale durante il travaglio. In questi casi si ha un ridotto apporto di ossigeno al feto che può mettere a rischio la vita del bambino, ma anche della madre in alcune circostanze;
– se la donna ha partorito in precedenza almeno tre volte con il parto cesareo oppure

se si è sottoposta a interventi chirurgici che hanno provocato la rottura dell’utero o hanno lasciato cicatrici longitudinali. Rientrano tra questi l’asportazione di un grande fibroma. Se invece i tagli cesarei avvenuti in passato sono stati al massimo due, non è prescritto il ricorso a una nuova operazione;

– feto con presentazione podalica, cioè invertita rispetto a quella normale cefalica. Per diminuire i rischi si tende a programmare un taglio cesareo dopo la 39ima settimana di gravidanza;

– gravidanza gemellare monocoriale e monoamniotica, cioè quando o gemelli condividono lo stesso sacco amniotico e la stessa placenta. In genere si esegue un taglio cesareo programmato alla 32ima settimana di gravidanza.

 

Si opta invece per un parto naturale quanto si ha a che fare con gravidanze bicoriali e biamonitiche, cioè in presenza di due placente e di due sacchi amniotici. Entrambi i gemelli, qualunque sia la tipologia di gravidanza, devono avere una presentazione cefalica. Se almeno uno è podalico, si tende ad adottare il cesareo, anche se bisogna verificare caso per caso con il proprio medico curante;
– se il feto ha un peso superiore a 4,5 chili e la madre soffre di diabete;
– in caso di placenta previa, cioè che copre in parte oppure completamente l’orifizio uterino interno e quindi ostacola la gravidanza;

– in alcune situazioni caratterizzate da un ritardo di crescita fetale. Anche in questo caso occorre fare riferimento ai risultati degli esami e a quanto prescritto dal medico;
– se la madre presenta infezioni che possono essere trasmesse al feto. Tra queste si ricordano l’HIV (se la carica virale ematica supera i livelli previsti dal protocollo) e il virus Herpes simplex genitale, nel caso in cui siano collegate a lesioni nel terzo trimestre di gravidanza.

Invece non sono circostanze che rendono consigliabile il taglio cesareo:

– emorroidi ed ernie al disco;
– miopia;
– il fatto che la madre sia portatrice del virus dell’epatite C e B.
Nel caso in cui la madre soffra di malattie croniche occorre verificare la situazione caso per caso tramite un consulto del ginecologo in sinergia con lo specialista che segue la paziente.

Parto cesareo programmato: cosa tenere a mente
Quando si considera un parto cesareo programmato bisogna tenere a mente due fattori fondamentali, cioè la sicurezza della nascita e il desiderio della donna di partorire secondo i suoi desideri.

 

Spesso si decide di eseguire un cesareo per paura del travaglio stesso, comunque il medico deve fornire alla madre tutte le informazioni necessarie per fare una scelta consapevole. Tranne che in situazioni particolari si procede con il taglio cesareo programmato intorno alla 38ima settimana.

 

Si deve ricordare che i vantaggi del taglio cesareo sono legati soltanto alla sua convenienza e necessità. Infatti è una procedura il cui scopo è eliminare i rischi connessi al parto naturale quando si verificano particolari circostanze.

 

In caso contrario è bene optare per la modalità naturale. Un parto tradizionale consente al bambino di avere un periodo di adattamento più lungo rispetto alle condizioni di vita fuori dall’utero. Di conseguenza i sistemi respiratorio, neurologico e cardiaco possono ricevere maggiori sollecitazioni.

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