Contraccezione: ecco tutti i metodi esistenti,quali sono più sicuri e quali gli effetti collaterali

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In linea di massima, possiamo raggruppare i metodi di contraccezione attualmente esistenti e conosciuti in Italia, in 5 categorie:

• metodi barriera;
• metodi di tipo ormonale;
• metodi di tipo chirurgico;
• metodi naturali;
• metodi post-coitali.

Metodi barriera
Sono così definiti, in quanto funzionano, appunto, da barriera fisica che impedisce l’incontro tra sperma maschile e ovulo femminile. Tra i metodi barriera, vi è, in primis, il preservativo maschile, ovvero una guaina in gomma, di tipo naturale o sintetico.

L’efficacia del preservativo, dal punto di vista della contraccezione, dipende dalla sua corretta conservazione, applicazione e rimozione.

Per quanto concerne la prevenzione di gravidanze indesiderate, la percentuale di “sicurezza” del profilattico, si aggira intorno al 90/95%. Il preservativo femminile, è un dispositivo in nitrile o gomma naturale. E’ meno diffuso e meno utilizzato rispetto al preservativo maschile, ma ha la sua stessa efficacia contraccettiva.

 

Il diaframma, invece, assomiglia a una piccola cupola, la quale va inserita, in profondità, nella vagina. In tal modo, si costruisce una barriera che non consente agli spermatozoi di raggiungere la cervice uterina.

Il diaframma va impiegato insieme a degli spermicidi, per aumentarne l’efficacia contraccettiva. Si tratta di dispositivi di supporto sotto forma di creme, gel, schiume, spray, minuscole compresse vaginali paragonabili a spugnette imbevute, che si applicano allo stesso modo di un assorbente interno.

Il principio attivo può differire, a seconda della tipologia, ma l’azione è la stessa ovvero l’abbattimento degli spermatozoi. Diaframma e spermicida hanno un’efficacia contraccettiva, compresa tra l’85% e il 95%.

 

Possibili effetti collaterali dei metodi barriera sono:
· allergie al lattice o alla sostanza lubrificante dei profilattici;
· irritazioni o infiammazioni di non rilevante entità, causate dalle creme spermicide.

Metodi ormonali
Sono quelli più adottati e si caratterizzano per tale modalità d’azione: immettono nel sistema circolatorio femminile, un quantitativo di progesterone oppure di estrogeni e progesterone, tale da impedire la normale secrezione di questi ormoni sessuali.

In sostanza, i contraccettivi ormonali:

• inibiscono il processo ovulatorio;
• alterano il muco cervicale, rendendolo inaccessibile da parte degli spermatozoi;
• rendono l’utero inadatto ad accogliere l’ovulo fecondato.

La pillola estro-progestinica (estrogeni e progesterone), costituisce il metodo contraccettivo più sicuro, con un indice di affidabilità del 99%.

Essa , tuttavia, comporta una serie di svantaggi:

· può favorire l’insorgere di neoplasie mammarie e disturbi circolatori;
· può alterare la funzionalità di reni, fegato e pancreas;
· può provocare spotting e secchezza vaginale;
· può produrre un calo del desiderio sessuale.

 

La mini-pillola, contenente solo progesterone, ha un’efficacia contraccettiva compresa fra il 95 e il 99%. Gli effetti collaterali sono gli stessi della pillola estro-progestinica.

 

Un contraccettivo efficace quanto la pillola estro-progestinica, è l’anello vaginale. Quest’ultimo, avente un diametro di circa 5 cm, si inserisce in vagina e rilascia i medesimi ormoni della pillola, i quali vengono assorbiti tramite la mucosa genitale.

 

Un altro sistema contraccettivo ormonale, è la spirale progestinica.
Questa, inserita direttamente nell’utero dal ginecologo, può rimanervi fino a 5 anni e rilascia, in sede, quantitativi bassi e costanti dell’ormone. La sua efficacia contraccettiva, va dal 97 al 99%. Non vi sono particolari controindicazioni.

Metodi chirurgici
Si tratta di procedure di contraccezione alquanto invasive.
Quella inerente le donne, è la sterilizzazione delle tube di Falloppio.
Negli uomini si pratica la legatura dei dotti deferenti.
L’efficacia contraccettiva di tali interventi, non reversibili, è pari al 100%.

Metodi naturali
Sono essenzialmente 3:
• metodo Ogino Knaus;
 metodo Billings;
 temperatura basale;

Il metodo Ogino Knaus, si fonda sul conteggio dei giorni fertili, cioè quelli in corrispondenza e successivi al rilascio della cellula uovo da parte dell’ovaio.
In base a tale sistema, le probabilità di una gravidanza sono minori, se si hanno rapporti sessuali tra il 1° giorno del ciclo mestruale e il settimo, e a partire dal 20° giorno sino alla seguente mestruazione.

Il metodo Billings, invece, si basa sull’esame, da parte della donna, del muco vaginale. Quest’ultimo, nei giorni meno fertili, ha un aspetto più spesso e vischioso. 

 

Il metodo della temperatura basale, consiste nella misurazione, con l’ausilio di un termometro, della temperatura vaginale o rettale, tutte le mattine, alla stessa ora. Nei giorni che precedono e seguono l’ovulazione, i livelli più elevati di progesterone inducono un aumento della temperatura basale (a riposo), di circa 0,3-0,6 gradi.

 

Quindi, stando a tale metodo, è opportuno evitare rapporti non protetti, 3 giorni prima e 3 giorni dopo il picco termico.

 

L’efficacia contraccettiva di tali metodi, è compresa tra il 70 e il 90% e non si segnala alcun tipo di effetto collaterale.

Metodi post-coitali
Si tratta dei “contraccettivi di emergenza”, i quali possono essere assunti in seguito a un rapporto sessuale non protetto o in caso di fallimento del contraccettivo solitamente impiegato. I più comuni sono “la pillola del giorno dopo” e “la pillola dei cinque giorni dopo”.

 

La prima, a base progestinica, va assunta entro 72 ore dal rapporto non protetto. L’altra, formulata con Ulipristal Acetato, va assunta il prima possibile e ha efficacia sino a 120 ore dopo il rapporto. Nausea, vomito e ipermenorrea sono possibili effetti collaterali.

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