Crosta lattea: perchè si forma e come gestirla

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Molte mamme al giorno d’oggi devono fare i conti con la crosta lattea, una patologia non grave che assale il neonato durante i primi mesi di vita. Nonostante non si tratti di un disturbo pericoloso la crosta lattea può essere davvero fastidiosa in alcuni casi. Il suo nome deriva dal fatto che al momento della sua manifestazione il piccolo si alimenta ancora soltanto attraverso il latte materno.

 

Essa coinvolge il cuoio capelluto dei bambini e si presenta come delle squame di colore giallo (piuttosto simili alla forfora) ma alle volte si può estendere anche nella zona delle orecchie, della fronte e del naso. Questa forma di dermatite seborroica è dunque facilmente riconoscibile anche se le cause che la generano non sono oggi ancora molto chiare. Dai possibili fattori scatenanti infatti sono esclusi sicuramente la scarsa igiene o la presenza di infezioni ed allergie. Anche l’allattamento al seno è escluso tra le cause che formano la crosta lattea.

 

È invece probabile che la sua formazione sia dovuta ad un incremento della secrezione delle ghiandole sebacee che in alcuni casi può essere il campanello d’allarme per la formazione della dermatite atopica. Sebbene la crosta lattea non sia contagiosa e di solito scompare da sola entro quattro o cinque mesi, è opportuno capire come poterla gestire al meglio.

Crosta lattea: quali sono gli accorgimenti migliori per trattarla
Solitamente la crosta lattea non è una patologia di cui preoccuparsi perché scompare in maniera autonoma entro i cinque mesi di vita del piccolo. Si tratta infatti solamente di un problema estetico che non comporta alcuna conseguenza. Ci sono però degli accorgimenti che è possibile mettere in pratica al fine di trattare la zona nel modo di appropriato. La prima cosa da fare consiste nel lavare la zona almeno ogni due o tre giorni prestando molta attenzione ed agendo in maniera molto delicata.

 

Anche i prodotti da utilizzare sono importanti: è necessario infatti utilizzare dei detergenti non aggressivi che siano a base oleosa e che presentino all’interno delle proprietà emollienti. Successivamente, dopo aver effettuato il lavaggio, bisogna utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto con dell’olio di mandorle, di oliva oppure di calendula e passarlo delicatamente su tutta la parte interessata. In questo modo le squame si ammorbidiranno e il sebo si scioglierà.

 

Con movimenti molto leggeri in seguito è possibile togliere le squame che si sono sollevate utilizzando un pettine o una spazzola adatta ai bambini. È importante ricordare in questi casi che non bisogna assolutamente tentare di togliere, con le mani o con la spazzola, le croste che non si sono staccate da sole perché la zona potrebbe subire un’irritazione e le squame tenderebbero a riformarsi in poco tempo. Bisogna poi tenere in considerazione che la zona in cui si forma la crosta lattea è estremamente delicata. Pertanto è opportuno cercare di non fare alcun tipo di pressione, evitando anche che il bambino possa graffiarsi con le sue unghie. Per evitare ciò è possibile limargliele leggermente utilizzando una limetta idonea.

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