Tonsille e Adenoidi: quando vanno operate e perchè

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L’importanza di tonsille e adenoidi
Le tonsille e le adenoidi sono parti organiche del corpo che necessitano un controllo maggiore rispetto ad altri organi. Posizionate all’interno del cavo orale, in un’area solo parzialmente visibile della bocca, le tonsille ricoprono un ruolo fondamentale per il corpo umano: esse sono in grado di proteggere l’essere umano dalle malattie proprio per via della loro posizione “in prima fila”; tuttavia, per una serie di cause differenti è possibile dover ricorrere necessariamente alla rimozione delle adenoidi, nonostante il loro ruolo di ghiandole di importanza primaria.

 

Tra le cause principali vi è l’ingrossamento delle ghiandole stesse, l’ipertrofia, la quale può avvenire in maniera del tutto casuale e che potrebbe portare all’ostruzione delle vie respiratorie dell’individuo. Ma l’ingrossamento delle ghiandole è solo una delle cause che potrebbero portare all’intervento di rimozione delle stesse, intervento che prende il nome di tonsillectomia o adenoidi-tonsillectomia.

 

Entriamo più nello specifico e passiamo in rassegna le varie cause e le motivazioni che portano il dottore a fissare un intervento sulle tonsille del paziente.

Il russamento e l’ascesso alle tonsille
Partendo dal pressuposto che nella maggior parte dei casi le tonsille vengono rimosse in pazienti bambini, per via della manifestazione dei vari sintomi già in età infantile, vediamo i casi in cui diviene strettamente necessario operare ai fini del benessere e della salute del soggetto. Il primo caso classico riguarda il russamento da parte del paziente.

 

Dopo una prima visita dal dottore, effettuata per stabilire le motivazioni e le cause del rumore prodotto per via nasale e orale, il medico potrebbe aver determinato un primo trattamento per eliminare il russamento mediante l’utilizzo di farmaci specifici e cortisone. Nel caso in cui il trattamento sia risultato inefficace, ecco che diviene necessaria la tonsillectomia. Il secondo caso in cui si potrebbe optare per l’operazione chirurgica relativa all’esportazione delle tonsille riguarda la formazione di un ascesso sulla superficie delle stesse, vale a dire l’accumulazione di pus nell’aree in questione. Pus che, ovviamente, va rimosso, e con esso le tonsille.

Le infezioni alla gola e i problemi alle orecchie
La tonsillectomia diviene anche necessaria a fronte di infiammazioni e infezioni frequenti delle tonsille. Una possibile infezione si manifesta attraverso sintomi chiari, come un dolore alla gola di intensità variabile (più forte se l’infezione è in fase avanzata, meno forte se si tratta di un’infezione leggera), febbre alta (dovuta all’infezione in corso) e placche in gola. Da specificare, anche in questo caso, che la tonsillectomia è la soluzione ottimale soprattutto a seguito di tentativi falliti di cure e trattamenti con medicinali diversi.

 

L’asportazione delle tonsille assume un ruolo di rilievo anche a fronte di problemi frequenti alle orecchie: problemi come otiti e febbre, ma anche la formazione e l’espulsione involontaria di pus dal timpano, segnale di un’infezione in corso che va curata. Un aspetto particolare inerente alla scelta di ricorrere all’operazione chirurgica è la frequenza con cui i disturbi e le problematiche di salute sopra elencate si manifestano: maggiore sarà la frequenza in un arco di tempo variabile da sei mesi ad uno-due anni e più risulterà evidente procedere all’asportazione di tonsille e adenoidi.

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