Pedagogia secondo Steiner

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I nuovi metodi di insegnamento, ideati per rendere l’esperienza di apprendimento dei bambini più piacevole possibile, subiscono spesso l’influenza di un interessante corrente filosofica. Parliamo della “pedagogia steineriana”, la visione accurata e innovativa del filosofo Rudolf Steiner, che espose la sua teoria nella prima metà del ‘900.

La pedagogia steineriana non è altro che un approccio educativo diverso dal solito, basato sul pensiero antroposofico (visione secondo cui la persona è divisa in: corpo, anima e spirito). I neo genitori sono spesso interessati a conoscere i meccanismi dietro il funzionamento della teoria steineriana, cercando di capire se è l’opzione giusta per i propri figli.

Oggi approfondiremo insieme diversi concetti, così da provare a comprenderne effettivamente lo studio di Steiner e i possibili risultati. Non è mai sbagliato provare un nuovo approccio per crescere i più piccoli, affidandosi ai passi avanti della scienza e della sperimentazione.

Definizione e Spiegazione della Pedagogia Steineriana

Alla base della pedagogia steineriana c’è un concetto fondamentale, ovvero l’idea secondo cui ogni bambino è diverso ed ha potenzialità differenti. L’apprendimento deve essere sviluppato in modo individuale, insistendo sulle naturali propensioni dell’alunno e sulle sue preferenze. Quello su cui gli insegnanti devono puntare non è la “conoscenza assoluta”, ma lo sviluppo di un pensiero critico coerente.

Il bambino deve essere in grado di esporre la propria opinione riguardo argomenti e situazioni differenti, perfettamente consapevole di quello che pensa e del proprio modo di agire. Steiner ha introdotto una visione completamente nuova della scuola e dell’insegnamento, cercando di focalizzarsi non tanto sulle conoscenze ma sulle competenze.

Le sue scuole, chiamate proprio “scuole steineriane” o “scuole Waldorf”, prevedevano l’assunzione di un certo tipo di insegnanti, scelti accuratamente e dopo un’attenta selezione.  Potevano accedere alla professione di educatori solo coloro che dimostravano di essere in grado di trasmettere agli alunni il giusto tipo di istruzione.

Più che concentrarsi sulla quantità di conoscenze proposte, gli insegnanti dovevano essere capaci di cambiare metodo di insegnamento a seconda dello studente, adattando la spiegazione alle necessità dei singoli studenti. La scuola diventa così un percorso individuale, dove l’alunno ha la possibilità di esprimere realmente se stesso e sviluppare tutte le proprie potenzialità.

Steiner e i tre cicli educativi

Per spiegare al meglio la propria idea di insegnamento, Steiner propose la sua visione del percorso educativo, suddiviso in tre cicli diversi.

  1. Dalla nascita fino ai sette anni
  2. Dai sette fino ai quattordici anni
  3. Dai quattordici fino ai ventuno anni

Com’è facile notare, l’educazione inizia dalla famiglia, dai genitori e dagli amici che entrano in contatto con il piccolo fin dalla nascita. Questo dimostra quanto l’ambiente di crescita sia capace di influenzare le abilità di apprendimento di un bambino, a prescindere poi dagli insegnanti e dal percorso scolastico che si troverà ad affrontare. 

Primo ciclo educativo

In questa prima fase del percorso educativo il bambino deve essere circondato dalla creatività e dalla fantasia. L’ambiente esterno diventa una fonte continua di stimoli, che aiutano genitori e figli ad entrare in contatto e a scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Il gioco diventa il mezzo attraverso il quale mostrare al bambino come funziona la vita degli adulti e quali attività dovrà svolgere in futuro.

Secondo ciclo educativo

Nella seconda fase del percorso ci si concentra sullo sviluppo dei sentimenti e della coscienza estetica. Questa è anche la fase in cui il corpo comincia a crescere e mutare, generando reazioni da parte della persona; reazioni che consentono di definire meglio i propri sentimenti e maturare una specifica tipologia di carattere. Va poi considerato anche il percorso scolastico. Tra i sette e i quattordici anni il bambino inizia ad andare a scuola, avendo così la possibilità di lavorare sulla sua socialità e sulla definizione di un proprio pensiero personale. L’alunno inizia inevitabilmente a costruire ed avere le proprie idee, basate su ciò che apprende del mondo e dei suoi meccanismi.

Terzo ciclo educativo

Il percorso di Steiner si conclude con il terzo ciclo educativo, fase in cui il bambino diventa definitivamente adulto. In questo caso, quello su cui bisogna concentrarsi affondo è lo sviluppo del pensiero logico e critico, la ricerca di una propria identità personale sufficientemente solida. Il ruolo dell’insegnante è fondamentale nella terza fase, forse più di quanto non lo sia nella seconda.  Questo perché è proprio il maestro ad avere il compito di impiantare il seme della curiosità nella mente del bambino (ormai giovane adulto). L’insegnante interviene lì dove i genitori si fermano, aprendo la strada alla conoscenza e allo sviluppo consapevole di sé.

La pedagogia steineriana insegna quanto sia importante educare i propri figli allo sviluppo di un pensiero critico personale. Invece di concentrarsi sui voti, che non sono altro che metodi di valutazione fittizi, bisognerebbe concentrarsi su quello che il bambino pensa e sul suo modo di reagire. Solo così lo si prepara ad una vita carica di consapevolezza, fiducia in se stessi e nelle proprie opinioni.

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