Il neonato non dorme, che cosa fare?

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Il problema dei neonati che dormono poco è uno dei motivi di più grande preoccupazione di tutti i neo-genitori. Perché alcuni neonati non dormono, cosa si può fare per risolvere il problema e quando ci si deve allarmare?

Il sonno del neonato: un bisogno primario
I nostri nonni erano abituati a dire che “i bimbi quando dormono crescono”. Avevano assolutamente ragione. I neonati dovrebbero dormire circa 16 ore al giorno. Le ore di riposo diminuiscono con la crescita ed il motivo è puramente fisiologico e scientifico.

Durante il sonno gli esseri umani producono gh, l’ormone della crescita. Questo ormone viene secreto dall’ipofisi, una piccola ghiandola posta nella sella turcica, una cavità ossea che si trova nel cranio, alla base del cervello.

Più un bimbo cresce e meno ha bisogno di produrre gh, quindi necessita di un numero inferiore di ore di sonno al giorno. Detto questo, i neonati fino all’anno, sono nella fase di crescita più veloce della loro vita, quindi dovrebbero dormire moltissimo. Purtroppo non sempre è così. La carenza di sonno non solo influisce negativamente sull’equilibrio psico-fisico del neonato e sulla sua crescita, ma stressa i genitori e li mette in una situazione di prostrazione e stanchezza che impedisce loro di avere una buona qualità della vita.

Il neonato ha scambiato il giorno per la notte?
Molte neo-mamme alla prese con neonati particolarmente svegli e arzilli, usano dire che il loro bimbo ha invertito il giorno con la notte. In realtà questo non è esatto. I bimbi piccoli non hanno la percezione della convenzione sociale che impone a tutti di dormire di notte ed essere attivi di giorno. Semplicemente, ascoltano il loro corpo e si comportano di conseguenza. Vogliono mangiare quando hanno fame e dormire quando hanno sonno.

Infatti, la maggior parte delle volte in cui una mamma lamenta la scarsità di ore di riposo del suo neonato, si scopre che in realtà il bimbo dorme il giusto, solo che lo fa di giorno. Di conseguenza, la notte è sveglio e impedisce ai suoi genitori di riposare.

Quali sono i motivi che possono impedire a un neonato di dormire tranquillo?
Tuttavia, a parte la distribuzione delle ore di sonno, ci sono molti casi in cui il bimbo dorme effettivamente poco.

 

Questi possono essere:

– l’assenza di una routine: i neonati sono molti abitudinari. Se per esigenze di lavoro, di orari o di organizzazione familiare non si riesce ad instaurare una routine quotidiana, il piccolo si confonde e destabilizza;

errate condizioni della cameretta o della stanza dove dorme: il troppo caldo, freddo o un materasso scomodo innervosiscono i neonati e impediscono loro di addormentarsi velocemente e serenamente;

– disagi fisici come le classiche coliche gassose.

Quando si ha a che fare con un bimbo di pochi mesi che dorme effettivamente troppo poco rispetto alla media consigliata di 16 ore giornaliere, la prima cosa da fare è accertarsi che questo non dipenda da un malessere.

 

Ecco alcuni sintomi ai quali fare attenzione:

 

– pelle calda, arrossata e sudata, che può indicare febbre;
– pianto inconsolabile, movimenti inconsulti delle gambe e rumori provenienti dal pancino, che indicano digestione difficoltosa o coliche;
– macchioline o puntini sulla pelle che possono indicare un’allergia o uno sfogo, che prude e crea disagio al piccolo;
– nervosismo e gengive gonfie e rosse, che indicano l’inizio della dentizione, che può cominciare anche a tre mesi d’età.

Inoltre, è importante che il piccolo arrivi all’ora del suo sonnellino sfamato, dissetato e cambiato. Se il neonato non presenta nessuno di questi sintomi e tutti i suoi bisogni primari sono stati soddisfatti, si possono mettere in atto alcuni trucchi per favorire il suo sonno. Se, invece, il piccolo mostra qualche segno di malessere, è necessario contattare tempestivamente il pediatra e sottoporgli il problema.

 

Trucchi infallibili per far dormire i neonati
Il metodo migliore per educare i neonati a dormire è quello di instaurare la cosiddetta routine della nanna. Questo significa ripetere ogni volta, al momento del sonnellino, le stesse azioni nella stessa stanza. Il bimbo imparerà, giorno dopo giorno, che è arrivata l’ora di dormire e si sentirà rassicurato dalla ripetitività. Una buona routine della nanna potrebbe essere la seguente:

– a fine poppata cambiare il piccolo direttamente nella sua cameretta, o nella stanza dove è posizionata la sua culla;
– cullarlo a luci spente o soffuse, cantandogli una canzoncina o facendo suonare un carrillon;
– adagiarlo nella culla continuando a carezzarlo per qualche minuto;
– smettere di coccolarlo ma restargli accanto, così da fargli sentire la propria presenza, fino a quando si sarà addormentato.

A poco a poco, il bimbo imparerà a dormire da solo. Basterà diminuire gradualmente i tempi in cui lo si culla in braccio e quelli in cui lo si coccola mentre è nella culla.

 

Gli oggetti di transizione aiutano il sonno
Un piccolo peluche, adatto ai neonati, potrebbe diventare l’oggetto di transizione del neonato. Un pupazzetto che gli piace particolarmente, messo nella culla con lui, potrebbe rappresentare un punto di riferimento e un modo di auto-consolarsi e auto-calmarsi, favorendo il sopraggiungere del sonno. Sono perfetti, a questo proposito, i pupazzi di stoffa o di tela, senza pelo e senza applicazioni che potrebbero staccarsi ed essere ingoiate o inalate.

 

Un altro ottimo metodo per favorire il sonno dei neonati è quello di mettere nella loro culla un indumento usato della mamma. Il profumo della sua mamma tranquillizza il neonato, lo coccola e consola e lo aiuta ad addormentarsi profondamente, evitando i continui risvegli.

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