Il moncone ombelicale

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La caduta del moncone ombelicale
Alla nascita si taglia il cordone ombelicale che unisce il bambino alla placenta e che era fondamentale per nutrire e dare ossigeno al feto, tuttavia rimane un moncone che cadrà spontaneamente dopo qualche giorno.
In genere le mamme hanno qualche preoccupazione su quali accorgimenti seguire per medicare il moncone ombelicale nei primi giorni di vita del neonato. In realtà si tratta di un’operazione abbastanza semplice da eseguire. Infatti il cordone è composto da una sostanza gelatinosa e gli scambi tra il feto e la placenta sono consentiti dalla presenza al suo interno di due vasi sanguigni arteriosi e di uno venoso.
Dopo il parto l’ostetrica recide il cordone ombelicale a una distanza di massimo 5 cm dall’addome del neonato e pinza il moncone per evitare perdite di sangue. A questo punto inizia il processo di essiccazione o mummificazione: dopo alcuni giorni il moncone diventa duro, secco e opaco. Infine cade spontaneamente quando sono trascorsi 7-10 giorni dal parto.

In alcuni casi i tempi possono allungarsi, tuttavia non bisogna preoccuparsi se una visita dal pediatra conferma che non ci sono problemi. In ogni caso bisogna assolutamente evitare di forzare il distacco manualmente. Al tempo stesso è necessario medicare il moncone ombelicale sia durante il processo di mummificazione che dopo la sua caduta per garantire una perfetta cicatrizzazione senza infezioni e infiammazioni.

Come medicare il moncone ombelicale
La medicazione del segmento ombelicale risulta essere un’operazione facile da mettere in atto, anche perché la mamma riceve tutte le informazioni necessarie dal personale sanitario. Innanzitutto è fondamentale che il moncone e la sua base siano sempre ben asciutti: infatti l’umidità allunga i tempi di essiccazione e ne ritarda la caduta.

Le medicazioni devono essere applicate due volte al giorno, usando garze sterili, acqua ossigenata, retine ombelicali elastiche e alcool denaturato. Dopo essersi lavati e asciugati con cura le mani, si deve pulire il segmento e la zona circostante con una soluzione fisiologica sterile. Quindi su passa sulla pelle una garza sterile imbevuta di acqua ossigenata e usarne un’altra asciutta per asciugare il moncone accuratamente.

Quindi si usa una terza garza inumidita con alcool denaturato per avvolgere completamente il segmento e far sì che fuoriesca dal pannolino. Si ricorda che l’alcool denaturato non brucia, quindi se il bambino piange è solo perché si tratta di una sostanza più fredda rispetto alla pelle. Infine si ferma la medicazione con un’ulyima garza asciutta e una retina ombelicale elastica. Si ricorda che si deve prestare maggiore attenzione alla base perché è il punto più delicato e dove il processo può avere bisogno di maggior tempo.

Le medicazioni dopo la caduta del moncone
Una volta avvenuta la caduta del moncone ombelicale è necessario continuare ad applicare le medicazioni in quanto sull’addome del neonato rimane una piccola ferita. La sua perfetta cicatrizzazione richiede alcuni giorni e si consiglia di far visitare periodicamente il neonato dal pediatra per accertarsi che non si verifichino problemi. Lo scopo delle medicazioni è evitare che possano svilupparsi infezioni o infiammazioni e non bisogna eliminare manualmente le crosticine.

Fino a quando la pelle non si cicatrizza completamente non si devono usare saponi e talco perché queste sostanze possono causare irritazioni della pelle e dei tessuti. Proprio per questo motivo (oltre che per evitare che il moncone entri in contatto con l’umidità) per le prime 2 settimane circa non si deve immergere il neonato nella vaschetta, ma invece occorre lavarlo con una spugna imbevuta d’acqua.

Se durante il processo di cicatrizzazione sulla ferita ombelicale compaiono granulomi, cioè rigonfiamenti a forma di piccole palline, che sanguinano facilmente se vengono toccati e che sono ricoperti da una sottile pellicola trasparente, è necessario far visitare il bambino dal pediatra. In base all’entità del problema si possono rimuovere con un semplice intervento ambulatoriale oppure adottare un trattamento a base di applicazioni di nitrato d’argento.

Cosa tenere a mente
Durante il processo di mummuficazione del moncone ombelicale è possibile che si verifichino piccole perdite di sangue perché i vasi che attraversano il segmento non si sono ancora chiusi e seccati.

Si tratta di un fenomeno che non deve destare preoccupazioni, così come la fuoriuscita di un’ernia ombelicale. Infatti il tessuto fibroso intorno all’ombelico risulta essere abbastanza debole durante i primi giorni di vita.
Di conseguenza la parete muscolare può formare un rigonfiamento perché tende verso l’esterno. Si tratta di un fenomeno abbastanza frequente che scompare spontaneamente quando la ferita sull’addome si cicatrizza completamente e il tessuto fibroso si rinforza.
Presenta cause diverse il cosiddetto ombelico cutaneo, che costituisce un difetto del moncone ombelicale. Si caratterizza per il fatto che, a seguito della sua mummificazione e caduta, rimane nei pressi dell’attaccatura del segmento una protuberanza sporgente della pelle. Non ha alcun effetto sulla salute del bambino perché comporta soltanto un’irregolarità della forma dell’ombelico. Tuttavia, con il passare degli anni, il suo aspetto si normalizza e torna regolare.

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