Cosa è la dislessia e come affrontarla serenamente

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La dislessia

La dislessia è una disturbo che colpisce il sistema neurologico e si manifesta in problemi legati alla lettura, alla scritture e all’apprendimento in generale visibili in età di scolarizzazione.

Fortunatamente essendo un disturbo può essere curato e corretto. Il disturbo si manifesta in distortografia ossia una scrittura non ben decodificata, disgrafia ossia una difficoltà motoria nello scrivere e nella discalculia ossia nella difficoltà di comprendere ed effettuare operazione con i numeri.

 

Il disturbo è ancora poco conosciuto ed approfondito in Italia sicuramente per la difficoltà di percepire i segnali che emettono i nostri piccoli che spesso vengono confusi con la svogliatezza dell’alunno. Infatti un bambino dislessico fa più fatica rispetto ad un suo compagno nell’apprendrendimento impiegando tutte le sue energie nell’apprendimento. Questo comporta di contro che è spesso stanco e facilmente tenda a distrarsi.

Come affrontare la dislessia ?

Nei primi anni della scolarizzazione è dunque fondamentale osservare i nostri piccoli al fine di poter cogliere in tempo i segnali che emettono e, nel caso si dovessero manifestare i disturbi, essere pronti per potergli dare tutto l’aiuto di cui hanno bisogno. Generalmente i bambini dislessici sono intelligenti, creativi e vivaci per cui nessun scoraggiamento e siamo pronti per aiutarli.

Con il passare degli anni si è arrivati a capire quali sono le cause che possano determinare il disturbo distinguendole in un diverso funzionamento delle reti neuronali che influenzano il processo di lettura, scrittura e di calcolo e componenti genetiche ed ereditarie.

A prescindere delle cause come ci si fa ad accorgere se il bambino è affetto da dislessia ?

Le principali caratteristiche sono facilmente riassumibili nella difficoltà di lettura, difficoltà nell’associare le parole con i suoni e difficoltà di calcolo.

I disturbi possono insorgere già dai 18 mesi quando si iniziano ad emettere i primi suoni ma anche successivamente tra i 3-5 anni quando si pronunciano ad esempio le parole in modo non corretto confondendo le lettere. In fase di crescita ad esempio tra i 7 ed i 12 anni segnali importanti possono essere raffigurati nella grafia inappropriata all’età , difficoltà nell’organizzazione dello studio, mancata trascrizione dei compiti da fare a casa, e così via.

 

Oltre i 12 anni emergono altri fattori da tenere in considerazione quali difficoltà nella memorizzazione, difficoltà nello spelling, difficoltà nelle materie letterarie e così via. Naturalmente per ogni fascia di età esistono dei segnali che però devono essere supportati e fatti valutare dal medico pediatra o dal servizio di neuropsichiatria infantile per fare una diagnosi accurata. Ruolo importante è quello degli insegnanti i quali possono consigliare dei percorsi di potenziamento con l’ausilio dei colleghi di sostegno. E’ bene ricordare che una diagnosi accurata non potrà essere effettuata prima della seconda elementare.

Fatta la diagnosi il pediatra o l’istituto consultato fisserà un successivo appuntamento per un controllo e a scadenza incontri successivi per poter monitorare il percorso del vostro piccolo.

Come ci si deve comportare ?

Non perdetevi d’animo e non colpevolizzatevi. Mettete in atto insieme agli insegnanti di sostegno e insieme alla struttura che vi supporterà una strategia vincente. Leggete insieme a vostro figlio, parlategli e spiegategli serenamente cosa è successo e come si può evolvere il disturbo, giocate con giochi istruttivi e che sviluppano la memoria e l’abilità di calcolo quali ad esempio Monopoli , Trivial Pursuit, gli scacchi, giochi di carte in generale e così via, fatelo partecipare a sport di squadra , portatelo in gita in modo da fargli ammirare paesaggi ed arte. Non impauritelo ma parlategli tranquillamente dei suoi disturbi vedrete che pian piano riuscirete ad aiutarlo serenamente.

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